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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Meldola
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mwhaMèldola (mwhqMèdla o mwhgMédla in mwhwromagnolocite-ref-4[4]) è un mwjacomune italiano di mwjq10 035 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkgprovincia di Forlì-Cesena in mwkwEmilia-Romagna.

Comune di storica tradizione nella mwlqsericolturacite-ref-5[5], il nucleo urbano, con origini documentate fin dall’XI secolo, è sorto attorno alla mwmgRocca, che ha segnato il ruolo strategico della città nelle lotte tra le principali famiglie e signorie tra cui gli mwmwOrdelaffi, i mwnaMalatesta e gli mwnqAldobrandini.

Contents

Storia
Simboli
Musei
Sport
Calcio
Note

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Storia

Tracce e ritrovamenti indicano che il territorio è stato frequentato e abitato fin dalla preistoria. Un probabile abitato dell'età del bronzo recente è venuto alla luce nel corso di scavi archeologici del 2007/2008.cite-ref-6[6]

Durante l'epoca mwpwromana il territorio in cui sorse poi Meldola fu attraversato da un mwqaacquedotto, ancora esistente nel sottosuolo dell'abitato. Resti di mwqqville rustiche tardo romane sono attestati nella zona di Ca Gaiani e in altri punti del territorio.

Nel mwqwV-mwraVI secolo vi fu costruita una grande mwrqvilla fortificata di epoca mwrgteodoriciana, con ambienti decorati da mwrwmosaici policromi, sepolta da una frana dopo essere stata distrutta da un incendio e sulla quale sorge parte del centro storico.

Intorno all'anno mwsq1000 è attestato per la prima volta il nome Meldola, derivato probabilmente da mwsgmetula, colonnina o stazione di posta nella strada che costeggia il corso del Bidente, la Bidentina, che già in antico conduceva verso mwswMevaniola. In questo periodo sorse il mwtacastello che domina l'abitato.

Il 13 maggio 1335 il Castello di Meldola, assediato da mwtgFrancesco Ordelaffi signore di Forlì e dai suoi alleati, venne liberato da Pietro Ginanni alla guida delle truppe senesi e fiorentine. Pietro Ginanni, figlio di Antonio che si era trasferito a Siena lasciando Venezia del padre Niccolò, fu del partito Guelfo essendo comandante delle truppe Senesi e fiorentine.

Ancor oggi il blasone (lo stemma) di Meldola ne racconta la storia di tale epocale liberazione del Pietro Ginanni. Lo stemma di Meldola risale al 1647, ma quando fu adottato questo stemma, il campo dello scudo era d'argento e la torre fiancheggiata da mura merlate a rappresentare la porta cittadina dalla parte di Forlì; il colore rosso dimostra il sangue sparso nel sostenere nel 1334 il lungo assedio posto da (Francesco Ordelaffi), signore di Forlì e Cesena, e la porta aperta la liberazione ottenuta. Il leone d'oro era il cimiero che Pietro Ginanni portava sull'elmo e il giglio rosso ricorda che la rocca fu da lui liberata coll'aiuto dei Fiorentini Guelfi.

Dopo questa sua vittoria Pietro Ginanni fu di stanza a Meldola quale Governatore di quel Castello e strinse presto amicizia con Galeotto Malatesta che lo creò Nobile di Cesena e come tale membro del Nobile Consiglio. I discendenti del Ginnani dopo averne garantito prosperità per lungo tempo lasciarono la terra di Meldola nel 1513, quando il Pontefice mwuqLeone X la donò ad mwugAlberto Pio, conte di Carpi, per trasferirsi a Ravennacite-ref-7[7]. Alberto Pio morì nel 1531 senza eredi maschi diretti. Nello stesso anno mwvwPapa Clemente VII nominò suo successore il fratello minore mwwaLionello Pio e lo mwwqinvestì delle signorie pontificie di Meldola e mwwgSarsina. Lionello Pio visse a Meldola fino alla morte, avvenuta nel 1571.

Meldola passò ai mwxaMalatesta di mwxqCesena e fu quindi in possesso degli mwxgAldobrandini e dei mwxwDoria Landi Pamphili. Ebbe un certo sviluppo per il mercato della mwyaseta, rimasto attivo fino agli inizi del mwyqXX secolo.

Meldola vide l'abolizione del feudo con l'arrivo dei mwywnapoleonici, il ritorno allo mwzaStato Pontificio nel mwzq1815 e in seguito l'annessione al mwzgregno d'Italia. Il 7 settembre mwzw1862, con decreto regio, le venne accordato il titolo di città.

Lo sviluppo economico portò alla costruzione di un piccolo teatro d'opera e alla creazione della mwaqtranvia per Forlì, poi soppressa nel 1930. Fu capoluogo di un mwagmandamento e sede di un tribunale locale e delle carceri. L'ospedale civile creato nel mwawXVI secolo ebbe una nuova sede negli mwbaanni settanta, ristrutturata ancora nel mwbq2007 e dotata di un centro di ricerca per lo studio e la cura dei tumori, l'mwbgIstituto Tumori della Romagna (IRST).

Simboli

«D'argento, alla torre aperta di rosso, sormontata da un leone d'oro, tenente nella zampa destra un giglio rosso. Ornamenti esteriori da Città.»

La prima testimonianza scritta dell'emblema comunale risale al 1647. Quando fu adottato questo stemma, il campo dello scudo era d'argento e la torre fiancheggiata da mura merlate a rappresentare la porta cittadina dalla parte di Forlì; il colore rosso dimostra il sangue sparso nel sostenere nel 1334 il lungo assedio posto da mwdgFrancesco Ordelaffi, signore di Forlì e Cesena, e la porta aperta la liberazione ottenuta. Il leone d'oro era il cimiero che Francesco Ginanni portava sull'elmo e il giglio rosso ricorda che la rocca fu da lui liberata coll'aiuto dei Fiorentini Guelfi.cite-ref-8[8]

Il gonfalone è un drappo troncato di giallo e di rosso.

Onorificenze

Titolo di Città

«Regio decreto-legge

»


7 settembre

1862

Geografia fisica

Sorge su terrazzamenti fluviali all'imbocco della valle del fiume mwjaRonco-Bidente. Il territorio si presenta variabile dalla pianura alla collina argillosa alle valli con alcune zone di calanchi. Alcune zone sono caratterizzate dal cosiddetto mwjqspungone (calcarenite organogena), mentre nella valle del Voltre di trovano gessi solfiferi. A Castelnuovo e Montevescovo si trovano isole di formazione marnoso-arenacea.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

• Risalente al mwkg1180, la mwkwchiesa collegiata di San Nicolò è la più importante delle chiese cittadine custodisce l'immagine sacra della Beata Vergine del Popolo, patrona della città.
• mwlqChiesa di San Francesco con annesso convento francescano.
• Chiesa di San Cosimo o dei Santi Cosimo e Damiano o del Suffragio; è la più valida dal punto di vista storico artistico della città. All'interno si trovano le opere d'arte che appartenevano alla chiesa del convento di San Domenico: l'organo, i confessionali, il coro e un Crocifisso ligneo.
• Oratorio delle stimmate di San Francesco.

Chiese del circondario

• Chiesa di San Colombano, nell'omonima frazione. Risalente al 1700 vi è conservato il cilicio di San Colombano (reliquia).cite-ref-12[12]
• Chiesa di San Ruffillo in Vitignano.
• Pieve delle Caminate.
• Santuario della Madonna della Consolazione
• Chiesa di San Lorenzo in Teodorano
• Chiesa di Piandispino
• Chiesa di San Bartolomeo in Valdinoce
• Chiesa di Sant'Andrea in Dogheria
• Chiesa di San Lorenzo in Venatis
• Chiesa di Santa Maria in Fiordinano
• Chiesa di San Paterniano in Montevescovo
• Chiesa di San Giovanni Evangelista in Ricò
• Chiesa di Sant'Apollinare in Gualdo

Chiese scomparse o non più officiate

• La pieve di San Pietro in Cerreto era la più antica testimonianza di un luogo di culto a Meldola. Non resta nulla di questo edificio, risalente al X secolo, di cui è incerto anche il posizionamento rispetto alla città.
• Nel Basso Medioevo il bosco di Scardavilla era sede di monastero i cui edifici sono ancora esistenti (col nucleo antico di Scardavilla di Sotto e la più recente Scardavilla di Sopra) con la chiesa Settecentesca restaurata tra le due guerre mondiali.
• San Giovanni Battista è un antico oratorio, un tempo chiesa, soppressa nel 1798 e trasformata in cappella sepolcrale. L'edificio è privato e annesso a una villa.
• Il monastero e la chiesa delle Cappuccine risaliva al 1703-07, ma viene soppresso in età napoleonico e poi abbandonato nel 1810, poi demolito a fine ottocento. I resti del chiostro si vedono fra le vie Buozzi, Roma e Fornaci (chiamati il Cortilaccio).
• Chiesa della Madonna del Sasso; è una delle chiese più antiche di Meldola. Sconsacrata, risale al 1523 e presenta una facciata scarna, ma elegante nel complesso. Ne curava il culto la Confraternita del Gonfalone, per volontà della quale era stata fondata. Nel 1616 la principessa mwsgOlimpia Aldobrandini vi fece edificare due cappelle laterali e da quell'anno divenne l'oratorio esterno della Rocca. È sede del Museo di Ecologia dal 2013.
• La Chiesetta del Crocifisso, un tempo annessa all'ospedale; sconsacrata, viene utilizzata per mostre d'arte.
• Complesso di San Rocco

Architetture civili

• Il mwwaTeatro Gian Andrea Dragoni, edificato nei primi decenni dell'Ottocento, è stato completamente restaurato negli anni ottanta del Novecento. È dotato di platea e tre ordini di palchi per una capienza di 310 posticite-ref-13[13].

• Loggiato Aldobrandini, interessante esempio di loggiato rinascimentale a due piani, sorge su un lato della piazza dedicata a mwxwFelice Orsini.
• Il ponte dei Veneziani, a 5 arcate a tutto sesto, è forse databile ai primi anni del Cinquecento; ha perso parte dell'aspetto originario perché distrutto durante la seconda guerra mondiale. È stato restaurato allargandone la carreggiata e rinforzandola con parti in cemento armato celate dai blocchi di finitura.

Architetture militari

• La mw1aRocca di Meldola, sorge su uno sperone di roccia che domina il borgo dall'alto. Probabilmente risalente all'anno 1000, la Rocca è stata teatro di dominazione dei mw1qMontefeltro prima, degli mw1gOrdelaffi e dei mw1wMalatesta poi. Baluardo militare, venne convertita a residenza privata da Leonello Pio da Carpi. Tuttora è oggetto di un lento restauro.
• Il Castello con nucleo medievale di Castelnuovo, in località Castelnuovo di Meldola, si trovava su un'altura all'imbocco del Torrente Voltre col Fiume Bidente. Oggi troviamo i resti della Pieve, del nucleo fortificato e alcune abitazioni diroccate. Di una certa importanza in epoca medievale.
• La mw3aRocca delle Caminate, era un bastione difensivo e di avvistamento sito nella omonima frazione a pochi chilometri dal Comune di Meldola. Dopo alcuni secoli di abbandono, sui suoi resti diroccati nel 1929 ne venne edificata un'imitazione per essere donata a Benito Mussolini, che vi soggiornò in alcune occasioni.
• Il mw3gCastello di Teodorano, sorge anch'esso fuori Meldola, nella frazione che fu comune autonomo fino al 1925. È il classico esempio di borgo fortificato, dotato di imponenti mura che proteggono la chiesa e la piazza. Della originaria costruzione cinquecentesca rimangono la torre civica e parte delle mura. Nei primi anni del Cinquecento vengono atterrate le mura da maestranze inviate da mw3wCesare Borgia per rendere inoffensivo il sito. Ciò che oggi rimane è quanto resta dopo i bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale.

Aree naturali

• La Riserva regionale Bosco di Scardavillacite-ref-14[14] rappresenta un'area naturale protetta. Ventinove ettari di parco ospitano una ricca varietà di fauna e flora, apprezzabile lungo il sentiero naturalistico attrezzato con percorso ad anello.
• Il Parco delle Fonti.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-15[15]

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2023 la popolazione straniera era di 1.235 persone, pari al 12,32% della popolazione.cite-ref-16[16]

Istituzioni, enti e associazioni

Dal 1984 a Meldola è presente una Delegazione della Croce Rossa Italiana diventata Sede Territoriale del Comitato CRI di Forlì. Nata con il Gruppo Volontari del Soccorso, dal 2010 venne costituito anche il Gruppo Pionieri CRI, attivo nel primo soccorso, nell'attività socio-assistenziale e socio-sanitaria, in protezione civile e nella diffusione di principi di uguaglianza contro pregiudizi e razzismo.

Nel territorio comunale ha sede l’mw-aIstituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (IRST IRCCS), fondato nel 2007. L’istituto rappresenta un centro di riferimento per la ricerca, la diagnosi e la cura delle patologie oncologiche, riconosciuto a livello nazionale come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. L’IRST svolge attività clinica e di ricerca in collaborazione con università e centri specializzati, contribuendo allo sviluppo del polo biomedico della Romagna.cite-ref-17[17]

Cultura

Le campagne del meldolese iniziano a essere indagate dal punto di vista etnomusicologico durante l'Ottocento e poi nel Novecento; il territorio rivela una ricchezza culturale popolare degna di nota, specialmente per i canti (mwaqmstornelle) e per le tipologie strumentali.

Musei

• Museo di Ecologia nella Chiesa sconsacrata della Madonna del Sasso
• Museo del baco da seta, in via Roma, dedicato al filandiere meldolese Ciro Ronchi. Descrive l'allevamento del mwaqgbaco da seta attività molto diffusa per circa tre secoli, rendendo famosa Meldola, nell'Ottocento, come uno dei centri italiani più importanti per la produzione della mwaqkseta greggia, tanto che ne esiste una varietà col nome della città.cite-ref-18[18]

Economia

Nel territorio è sviluppata l'agricoltura con produzione di frutta, vino, uova, barbabietola. Consistenti anche l'artigianato e la piccola-media industria, specialmente nel settore dell'arredamento e della lavorazione dei metalli.cite-ref-aci-19-0[19]

Infrastrutture e trasporti

La città è collegata a Forlì dalla strada che costeggia il fiume mwaryBidente; fra il mwarc1881 e il mwarg1930, vi si trovava il binario della mwarktranvia Forlì-Meldola, che in quell'epoca rappresentò un importante volano economico.

Il trasporto pubblico è assicurato da autoservizi svolti dalla società mwarsSTART Romagna.

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1944 | 1945 | Giuseppe Mambelli | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1945 | 1949 | Antonio Datteri | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1949 | 1950 | Gennarino Venturi | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1950 | 1951 | Ariella Farneti | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1951 | 1956 | Antonio Altini | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1956 | 1965 | Ariella Farneti | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1965 | 1966 | Aurelio Strada | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1966 | 1970 | Marco Ciliberto | | Commissario prefettizio | |
| 1970 | 1978 | Albano Ruscelli | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1978 | 1985 | Mario Aloisi | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1985 | 1993 | Davide Drudi | Partito Comunista Italiano Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | |
| 1993 | 2004 | Corrado Ghetti | Partito Democratico della Sinistra Democratici di Sinistra | Sindaco | |
| 2004 | 2009 | Loris Venturi | Democratici di Sinistra Partito Democratico | Sindaco | |
| 2009 | 2014 | Gian Luca Zattini | Forza Italia | Sindaco | |
| 2014 | 2019 | Gian Luca Zattini | Lega Nord | Sindaco | |
| 2019 | in carica | Roberto Cavallucci | Partito Democratico | Sindaco | |

Gemellaggi
Sport

Calcio

La principale squadra di calcio della città è l'mwasuA.S.D. Meldola che milita nel girone G della Prima Categoria Emilia-Romagna. È nata nel mwasc1999.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwatamwatemwatiBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwatmdemo.istat.it, mwatqISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwatgmwatkmwatoClassificazione sismica (mwatsmwatwXLS), su mwat0rischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwauemwauimwaumTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwauqmwauuPDF), in mwauyciterefmwaucLeggemwaug mwauk26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwauoAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwaus 151. mwauwURL consultato il 25 aprile 2012 mwau0(archiviato dall'mwau4url originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. mwaviAA. VV., mwavmmwavqDizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p.mwavu 388, mwavyISBNmwavc 88-11-30500-4.
cite-note-55. mwavwmwav0mwav4Meldola, riapre il Museo del Baco da Seta “Ciro Ronchi”, su mwav8Forlì24ore.it, 24 dicembre 2025.
cite-note-66. L'ABITATO DELL'ETÀ DEL BRONZO RECENTE DI MELDOLA (FC) Xabier Gonzalez Muro, Elena Maini, Luigi Mazzari.
cite-note-77. mwawymwawcmwawgEnciclopedia storico-nobiliare italiana, su mwawkgoogle.it.
cite-note-88. mwaw0mwaw4mwaw8Lo stemma, su mwaxaComune di Meldola. mwaxeURL consultato il 26 gennaio 2023.
cite-note-93. mwaxumwaxymwaxcCopia archiviata, su mwaxgComune di Meldola. mwaxkURL consultato il 7 dicembre 2016 mwaxo(archiviato dall'mwaxsurl originale il 4 marzo 2016).
cite-note-acsfasccom-104. mwax8mwayamwayeMeldola, su mwayiArchivio Centrale dello Stato - Ufficio araldico - Fascicoli comunali.
cite-note-115. mwayymwaycmwaygRegio Decreto di concessione 7 settembre 1862 (mwaykmwayoPDF).
cite-note-1212. mway4mway8mwazaRomagna Mania e il Comune di Meldola - Forlì, su mwazeromagnamania.com. mwaziURL consultato il 1º gennaio 2011 mwazm(archiviato dall'mwazqurl originale il 22 dicembre 2010).
cite-note-1313. mwazgmwazkmwazoTeatri della provincia di Forlì-Cesena, su mwazsprovincia.forli-cesena.it. mwazwURL consultato il 9 febbraio 2008 mwaz0(archiviato dall'mwaz4url originale il 16 gennaio 2008).
cite-note-1414. mwaaimwaammwaaqRiserva regionale Bosco di Scardavilla, su mwaauambiente.regione.emilia-romagna.it.
cite-note-1515. Dati tratti da: mwaakmwaaomwaasmwaawmwaa0Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwaa4mwaa8PDF), su mwabaebiblio.istat.it, mwabeISTAT. mwabimwabmmwabqmwabuPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwabyesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-1616. mwabsmwabwdemo.istat.it, mwab0https://demo.istat.it/app/?i=P03&l=itmwab4 Titolo mancante per url mwab8url (aiuto).
cite-note-1717. mwacumwacymwaccIstituto Tumori della Romagna IRST IRCCS - Istituto Ricerca Tumori "Dino Amadori" IRST IRCCS, su mwacgwww.irst.emr.it. mwackURL consultato il 13 ottobre 2025.
cite-note-1818. mwac0mwac4mwac8Museo del Baco da Seta "Ciro Ronchi", su mwadaagricoltura.regione.emilia-romagna.it.
cite-note-aci-1919. mwadqmwaduAtlante cartografico dell'artigianato, vol.mwady 2, Roma, A.C.I., 1985, p.mwadc 4,6.

Bibliografia

• "Storia di Meldola", mwadsFabio Lombardi, ed. il Ponte Vecchio Cesena.
• mwad0Canti e strumenti popolari della Romagna Bidentina, mwad4Fabio Lombardi, Cesena 2000
• "Meldola e i Meldolesi immagini e testimonianze del passato",Tonino Simoncelli, ed. Vespignani, Castrocaro 2007

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Meldola

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.meldola.fc.it.
• citerefsapere-itMèldola, su sapere.it, De Agostini.